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San Bemardo di Prerro


immagine ingrandita Prerro - Chiesa di San Bernardo (apre in nuova finestra) Antico Oratorio della Parrocchia di Pogno, fu per centonovantacinque anni, dal 1° febbraio 1791 al 30 giugno 1986, Chiesa Parrocchiale della Parrocchia di Prerro.
Il Santo titolare è San Bernardo arcidiacono d'Aosta.
La chiesa sorge all'ingresso del paese sulla strada comune che intermedia tra l'Oratorio e certe cassine de particolari... sull'attuale via Giovanni Battista Arrigo.
E costruita con una certa ricercatezza architettonica. Ha pianta a croce greca, costituita da un quadrato centrale con quattro bracci di uguali dimensioni che sono occupati rispettivamente: a oriente dal presbiterio con l'altar maggiore, a mezzogiorno dalla Cappella della Beata Vergine del S.Rosario, a occidente dall'ingresso con il portale e la cantoria e a settentrione dalla Cappella di San Gregorio.
I quattro pilastri centrali, con l'ausilio di contrafforti esterni, sorreggono una slanciata cupola a lanterna, con quattro finestre a vetri, impreziosite esternamente con fregi di granito; coperta a piode, e sormontata da ulteriore lanterna circolare recante una croce di ferro.
Risale probabilmente al XVI secolo, viene citata già negli inventar! del 1617 e, nelle forme attuali, in quelli del 1677.
Nei primi anni del 1700 la chiesa fu ampliata: fu ricavato il coro e la nicchia per l'urna di San Bonifacio.
Divenuta sede parrocchiale, nel maggio 1792 ci furono interventi straordinari per l'adeguamento alla nuova condizione. Si sarà ricavato il battistero, ampliata la sacrestia, realizzate le balaustre e un nuovo altar maggiore.
Successivamente subì altri interventi nell'agosto del 1855.
Nel 1876 fu rifatta la pavimentazione.
immagine ingrandita Prerro - Altare di San Gregorio (apre in nuova finestra) Nell'autunno 1993 si è provveduto al risamento conservativo dei tetti a piode.
Lo spazio esterno, come testimonia la colonna di serizzo sul lato sinistro, fu adibito a cimitero dal 27 marzo 1791. Pochi anni dopo, il 26 febbraio 1816, fu benedetto il nuovo camposanto [l'attuale] che fu poi ampliato il 7 febbraio 1877 e recentemente negli anni '80.
All'esterno, murata sulla parete sinistra nel 1926, una lapide in marmo bianco, ricorda i caduti prerresi del 1° conflitto mondiale e, in fondo al sagrato, un piccolo monumento dedicato ai partigiani caduti testimonia il sangue versato sul territorio di Prerro nella Guerra di Liberazione.
Dal lato destro, tra la facciata e la cappella rivolta a mezzogiorno, già dal 1677 vi è un campaniletto che reca una campana di rubbi 4, dal 1845 le campane erano tre.
Nella parte inferiore del campanile è murata una lapide che ricorda che nel 1806 morì Francesco Neri di Carlo, di Prerro, che fu canonico della Collegiata di San Gaudenzio di Novara.
Nel 1913, in occasione delle Feste Costantiniane, celebrazione dei 16 secoli trascorsi dal 313, anno in cui l'imperatore Costantino con l'Editto di Milano, concesse ai Cristiani libertà di culto e la restituzione dei beni confiscati, si è provveduto al restauro del campanile e alla costruzione di un nuovo castello delle campane.
Oggi il campanile, che non supera in altezza la cupola, termina con una lanterna esagonale con croce e banderuola e reca un concerto campanario di 5 campane di cui due antiche e tre rispettivamente di Kg 280, 200, 150 realizzate nel 1913 dalla prestigiosa ditta Mazzola di Valduggia. Negli ultimi anni ottanta, il concerto campanario è stato elettrificato ed il campanile è stato dotato di orologio.
La facciata è rivolta verso sera, è preceduta da un portico sorretto da quattro colonne di serizzo e originariamente coperto a coppi. Qui erano soliti riunirsi gli uomini di Prerro per discutere e assumere le decisioni che riguardavano la Comunità.
La porta principale è contornata di granito, ai lati sono murati due medaglioni bronzei recanti le effigi della B.Vergine e del Cristo coronato di spine.
All'interno a mano diritta nell'entrare vi è il catino dell'acqua benedetta sostenuto da una colonnetta di sasso.
immagine ingrandita Chiesa di San Bernardo - Vista Panoramica (apre in nuova finestra) Sopra la bussola della porta principale vi è, dalla metà del 1700, la cantoria con l'organo. Lo strumento attuale fu inaugurato nel 1917, è opera della ditta Scolari di Bolzano Novarese.
In fondo a sinistra, in un'edicola circolare ricavata all'esterno, vi è il fonte battesimale ricoperto, nel 1913, da una struttura in noce lavorato. Sempre dalla parte del Vangelo vi è la cappella con l'altare dedicato a San Gregorio Magno. Presso questo altare, già realizzato a metà del XVII secolo, vi era eretta dal 3 gennaio 1672 la Compagnia della Morte, potente organizzazione del popolo di Prerro che rivendicò tenacemente le proprie prerogative e determinò con secolare diatriba la smembrazione della Parrocchia di Fogno e la costituzione della Parrocchia di Prerro.
Sopra l'altare vi è un grande quadro, di pregevole fattura, commissionato dalla insigne famiglia prerrese Giulini, probabilmente nella seconda metà del 1600, alla scuola pittorica romana che annoverava anche il prerrese Giovan Battista Giulino. Raffigura San Gregorio Magno in atto di celebrare la Messa con l'assistenza dello Spirito Santo.
La cappella di San Gregorio prende luce anche da una finestrella laterale, sotto la quale è posto il confessionale. Di fronte, in una nicchia vi è una statuetta del Sacro Cuore di Gesù.
Sul pilastro di settentrione è posto il pulpito, opera lignea ottocentesca di apprezzabile fattura, ma ben più pregevoli appaiono le ante in noce intagliato che, nella parete sinistra del presbiterio, racchiudono il deposito delle S.Reliquie. Risalgono al 1700 e vi si può riconoscere lo stemma di famiglia dei Giulini di Prerro: tré stelle sovrapposte a tre gigli e sotto un gallo.
Il presbiterio è cinto da una balaustra di marmo policromo lavorato senza le colonnette che caratterizzano le balaustre delle cappelle laterali. Anche l'altar maggiore è in marmo rosso intarsiato con parti in marmo nero.
Nel 1761 era di legno colorato in parte e in parte dorato con la sua custodia dorata e traforata con raggio in masso di legno pure dorato. Sopra il detto altare si suoi stare una Croce di Gerusalemme guernita di madreperla con suo crocifisso d'ottone dorato. Sopra vi è un quadro fatto a olio alto 5 braccia e largo 3 con cornice di stucco marmorizzato che rappresenta la Beata Vergine Maria con il Bambino in braccio, ai piedi San Bemardo Arcidiacono e San Carlo Borromeo.
Oggi, quello stesso quadro, lo si può ammirare sulla parete sinistra del Coro. Qui vi sono gli stalli destinati agli ecclesiastici anche se non sono più i suoi sedili lavorati d'intaglio con teschi dei morti.
Sopra gli stalli del coro, in posizione centrale, vi è una nicchia nel muro dove giace il Corpo di San Bomfacio Martire in cassa di legno intagliato e dorato con i suoi sportelli e due angeli con le palme.
Purtroppo i due angeli sono stati asportati da mano sacrilega negli ultimi anni.
immagine ingrandita Chiesa di San Bernardo - Vista Abside (apre in nuova finestra) Sempre nella parete di fondo, sopra la nicchia di San Bonifacio, vi è un grande dipinto murale raffigurante San Bernardo realizzato nel 1953 dal pittore Giulio Cesare Mussi.
Alla sinistra vi è un altro quadro che rappresenta sant'Antonio da Padova col Bambino avanti sostenuto dagli Angeli, San Rocco e San Bomfacio. Anche questo quadro fu commissionato dalla famiglia Giulini e si trova in questo luogo perché rimosso dopo il 1761, dall'altare della Cappella di destra oggi dedicata alla B.Vergine del S.Rosario.
Nel presbiterio si aprono lateralmente due porte opposte che danno accesso rispettivamente quella di sinistra al ripostiglio e quella di destra alla sacrestia.
Sul pilastro verso oriente, una pittura murale raffigurante San Giovanni Bosco sovrasta una lapide che ricorda i restauri e la decorazione della Chiesa effettuata nel 1953 dal pittore G.C.Mussi. In questa occasione vennero realizzate le pitture murali, oltre alle citate, anche quelle della cupola che rappresenta l'Empireo con le tre figure della Trinità, la Madonna e angeli, e i quattro evangelisti raffigurati nelle vele dei pilastri.
Dalla parte dell'Epistola [a destra dell'altar maggiore] vi è la Cappella con l'altare della Beata Vergine del Santo Rosario, la cui statua, opera dello scultore Francesco Sella e dipinta da Giovanni Bianchi, nel maggio del 1896 con una grande festa di popolo, fu benedetta e deposta in una nicchia sopra l'altare. Sulla parete destra, in una nicchia, è posta una statuetta di San Giuseppe. Di fronte, sotto una finestrella su una mensola, un'altra statuetta rappresenta Santa Teresa del Bambin Gesù.
Un tempo, questa era la Cappella di Sant'Antonio da Padova, oltre al quadro che ora si trova nel Coro ed un altro di cui si sono perse le tracce, vi trovavano posto il quadro raffigurante la B. V. Maria con il Bambino in braccio e li SS .Pietro e Paolo che ora è appeso al pilastro verso mezzogiorno e un altro quadro con la B.V. e Santa Giustina.
Lungo le pareti della chiesa sono appesi i quadri della Via Crucis donati nel 1899 dal sac. Luigi Arnaboldi che sostituiscono i primi, autorizzati nel 1791.
La particolare forma della chiesa non ha mai agevolato, ostacolandosi l'accesso alle cappelle laterali, la disposizione dei banchi dei fedeli, un tempo costituiti da semplici panchette di legno per le donne, successivamente in banchi di famiglia regolarmente autorizzati.
Sotto il pavimento della chiesa fu apprestato anche il sepolcro dei parroci, fu utilizzato solo per le spoglie del primo Parroco di Prerro Rev. Azzali.
La chiesa parrocchiale fu solennemente consacrata dal Vescovo di Novara Mons. Giacomo Gentile il 15 settembre 1866.
Fino al 1959 la Parrocchia di Prerro fu retta da un parroco, l'ultimo fu don Santino Vicario, quindi fu retta ad interim dal Parroco di Fogno, il primo giugno 1967 fu giuridicamente decretata l'unione aeque principalis alla Parrocchia di San Pietro di Pogno e il 30 giugno 1986, la Parrocchia di Prerro fu definitivamente soppressa.


Tratto da:
Giovanni Fonio - Pogno
Storia - Cronaca e Religiosità Popolare
Parrocchia di San Pietro Apostolo
Pogno - 1998

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