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Oratorio di Santa Caterina


immagine ingrandita Chiesa di Santa Caterina - Vista Frontale (apre in nuova finestra) L'Oratorio è posto appena fuori dalla porta che delimitava l'antico perimetro urbano di Pogno, in via Valsesia sull'antico percorso della Strada della Cremosina, voltato con la facciata verso sera, un tempo, in aperta campagna, oggi, ristretto tra piazza Alpini e via Cremosina.
Quasi sicuramente si tratta del più antico Oratorio del territorio di Pogno. Si può presumere che sia originariamente antecedente al 1500.
Da una relazione inventariale del 1617 si apprende che il coro [è] voltato di vivo, et Prestante soffittato d'altra cosa... il che può confermare che il coro, vale a dire la parte absidale, con la volta in pietra, costituisse la parte più antica dell'Oratorio prima dei successivi ampliamenti e ristrutturazioni effettuati. Molto probabilmente doveva trattarsi in origine di una semplice edicola lungo la Strada della Cremosina, più volte ampliata in epoche successive. Nel 1601, come recita l'iscrizione sull'architrave della porta principale, con le rimesse dei concittadini emigrati a Roma, furono finanziate opere che diedero una certa consistenza all'Oratorio e che precedettero addirittura analoghi lavori di ampliamento della chiesa parrocchiale di San Pietro (1611).
immagine ingrandita Pogno - Chiesa di Santa Caterina (apre in nuova finestra) Pochi anni dopo con il testamento del 16 giugno 1640, Giovanni Battista Ottini, emigrato a Roma, dispose: ... Lascio alla Chiesa di Santa Catterina di Pogno, mia patria, scudi 200 di moneta, quali frutti di detto censo debbano servire per darle al Cappellano di detta Chiesa, il quale debba celebrare anche in detta Chiesa et imparare grammatica alli putti di detta mia patria e questi frutti siano dati a detto Cappellano a buoconto della sua mercede... e con altre donazioni diede impulso decisivo alla Cappellania laicale di Santa Caterina che fu termalmente attiva fino al secondo conflitto mondiale.
Il Cappellano ... si nomina dal Priore, Officiali e Confratelli della Compagnia del S.S. Sacramento di questo luogo di Pogno i quali sogliono lasciare al Tesoriere l'incombenza di ricercarlo e fissarli il salario. Ha l'obbigazione di confessare, coadiuvare il parroco e fare la scuola alli filinoli di Pogno con altri obblighi ad arbitrio di detti Sig.ri Elettori.
E presumibile quindi, considerata la disponibilità finanziaria, che la Cappellania si sia dedicata anche ai successivi ampiamenti dell'Oratorio.
L'Oratorio è dedicato a Santa Caterina d'Alessandria, martire del 307, vergine di nobile lignaggio, di grande intelligenza e cultura, nata ad Alessandria d'Egitto. Ardente cristiana, diffuse il Vangelo alla corte dell'imperatore Massimino. Narra una pia leggenda che, scoperta e condannata alla tortura della ruota, questa si spezzò al contatto delle carni di lei, onde il carnefice la decapitò. Si commemora il 25 novembre. E patrona delle studentesse o delle sarte.
immagine ingrandita Oratorio di Santa Caterina - Particolare Finestra (apre in nuova finestra) La facciata evidenzia la struttura romanicheggiante a tre navate, ha un vestibolo, sopra due colonne di serizzo sopra la porta grande, fatto a volta, ai lati vi sono due finestrelle ogivali protette da grate, sopra il portico una finestra squadrata tra due nicchie vuote. E rivolta a occidente, il fianco sinistro, rivolto a nord, non ha finestre ma una porta. Alla rientranza del presbiterio, dal tetto emerge un campaniletto con la cella campanaria sormontata da un'edicola ottagonale con riquadri, ricoperto a piode e con in cima croce e banderuola. Le finestre, sei, tre inferiori e tre superiori si trovano sul lato destro rivolte a sud, dove è pure situata la sacrestia.
Quattro colonne di granito suddividono in tre campate l'interno articolato su tre navate. La porta maggiore è protetta da una bussola di legno che sorregge una cantoria. Sulla parete sinistra c'è un quadro di grandi dimensioni raffigurante Santa Lucia, oltre la porta un quadretto raffigura il martirio di Santa Caterina.
Sulla parete che chiude la navata laterale sinistra, in una rientranza protetta da una vetrata, c'è un affresco della Maestà della Madonna sormontato da un grande crocefìsso ligneo. Questo affresco, di non trascurabile fattura, potrebbe essere il primitivo simulacro intomo a cui fu poi edificato l'Oratorio.
Una balaustra settecentesca, in marmo rosso con inserti di pietra nera, e due gradini separano il presbiterio e segnano anche una netta distinzione architettonica tra le parti della chiesa sia per le dimensioni che per le modalità di costruzione.
La parte absidale, in due arcate, risulta semplice e squadrata. Una volta vi era l'altare dedicato a Santa Caterina dove fino al 16.58, quando fu aggregata a quella del S.S. Sacramento della parrocchiale di San Pietro, vi era eretta la Compagnia di Santa Marta. I confratelli, nell'esercizio delle loro funzioni, vestivano abiti bianchi.
immagine ingrandita Oratorio di Santa Caterina - Vista Laterale (apre in nuova finestra)Sopra l'altare vi è un ancone dipinto d'aglio da eccellente mano incorniciato et lavorato d'ornamento di legno intagliato sottilmente alto braccio 5 con due Angeli et un Dio Padre nella cimma, sopra la quale da una parte vi è dipinta la Beata Vergine col figliolo, San Pietro, San Paulo et Santa Canarina et dall'altra parte Santa Marta con alcuni ritratti nuovi. Questa descrizione del 1617 è quanto rimane.
Il vecchio altare è stato rimosso e così pure gli stalli del coro. Sulla parete di fondo si apre una finestra con vetri policromi raffiguranti Santa Caterina, sotto, un'imponente struttura lignea con cariatidi e angeli, ma il quadro centrale, certamente posticcio, raffigura una Madonna con Bambino che troneggia sulle anime purganti.
Sulla parete, in basso, due dipinti murali, uno rappresentante Santa Caterina e l'altro Santa Marta che trionfa sul demonio.
Sempre nel presbiterio, sulla parete destra, a mezzogiorno, da una porticina contornata in granito si accede alla sacrestia con i suoi armadi.
La navata laterale destra è chiusa dall'altare della Madonna della Cintura.
La venerazione della Madonna della Cintura si fa risalire a Santa Monica madre di Sant'Agostino. Nata nel 332 a Tagaste in Numidia, l'odierna Tunisia, convertì al Cristianesimo il marito Patrizio, pagano, e venuta a Milano, allora capitale dell'Impero Romano d'Occidente, aiutò Sant'Ambrogio a distogliere Agostino dagli errori del manicheismo e a fargli abbracciare la Fede cristiana. Una pia tradizione vuole che la Madonna abbia donato a lei e a suo figlio, una cintura ritenuta popolarmente propriziatrice dei parti. Morì a Ostia nel 387 mentre si accingeva a ritornare in Africa. Le sue reliquie riposano dal 1430 nella chiesa di Sant'Agostino a Roma.
I curatori della Cappellania fecero istanza il 6 luglio 1795 al Vescovo di Novara per ottenere l'autorizzazione ad erigere l'altare evidenziando la diffusione di tale venerazione in Milano.
Nella chiesa milanese di Santa Francesca Romana è infatti conservato il dipinto opera di Guglielmo Caccia detto il Moncalvo (1568-1625) raffigurante la Vergine col Bambino che consegna la cintura a Santa Monica e al figlio Agostino.
immagine ingrandita Oratorio di Santa Caterina - Portone d'Ingresso (apre in nuova finestra) L'autorizzazione, con il privilegio della celebrazione della Messa, fu concessa il 4 agosto 1806.
Attualmente l'altare non esiste più, nella parete è ricavata una nicchia, con una finestrella esterna che da luce alla statua della Madonna con Bambino detta Madonna della Cintura.
Su una mensola prospiciente è conservato un tabernacolo di legno decorato e dorato inserito in una modanatura che può essere ciò che resta del primitivo altare o dell'altare maggiore. Ai lati della nicchia protetta da vetri, dipinte sulla parete sono raffigurate due sante.
Accostato alla parete destra, tra un quadretto raffigurante una Madonna con Santi e un ovale con Sant'Antonio da Padova, si trova un vecchio confessionale, quasi sicuramente lo stesso in cui i vari Cappellani di Santa Caterina succedutosi nei secoli esercitavano il loro mandato di confessori per meritarsi la mercede pattuita con i reggitori della Cappellania.
Una incisione ricorda la data del 1904, anno in cui fu rifatto il pavimento con la posa di piastrelle esagonali rosse e bianche.
L'ultima ristrutturazione della chiesa è stata effettuata negli ultimi anni in cui il sac. Ersilio Prandina (1951-1972) resse la Parrocchia di Pogno. L'esterno fu intonacato, furono ripristinati fregi e modanature, l'interno fu ridipinto, furono realizzate e collocate le vetrate policrome alle finestre.
Al termine dei lavori il Vescovo ausiliario di Novara Mons. Ugo Poletti benedisse l'Oratorio restituendolo alla devozione dei fedeli.


Tratto da:
Giovanni Fonio - Pogno
Storia - Cronaca e Religiosità Popolare
Parrocchia di San Pietro Apostolo
Pogno - 1998

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