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Chiesa di Sant'Antonio (Sec. XVII)


immagine ingrandita Oratorio di Sant'Antonio - Particolare Finestra (apre in nuova finestra) L'Oratorio, dedicato a Sant'Antonio Abate e a San Rocco, fu edificato, lungo il percorso della strada della Cremosina, nelle campagne a sud-ovest dell'antico agglomerato urbano di Pogno, molto probabilmente negli ultimi decenni del XVII secolo.
L'esistenza di detto Oratorio è ricordata per la prima volta nei registri degli inventar! parrocchiali dell'anno 1700, mentre non se ne trova traccia in quelli del 1677.
Le virtù taumaturgiche dei due Santi, aggiunte all'immagine interna della SS. Vergine della Neve, sembrano dare chiare indicazioni sulle motivazioni che spinsero gli antenati a costruire l'Oratorio.
Il portico a volta con quattro colonne a capitelli di sarizzo, offriva ai lavoratori dei campi un sicuro riparo in caso di maltempo o più semplicemente un momento di riposo al viandante e l'occasione per tutti di un momento di raccoglimento e di preghiera per ottenere la grazia della protezione divina per gli uomini e per le povere cose che fornivano loro sostentamento; la grazia di un buon raccolto e di tener lontana la minaccia della grandine, della siccità, dei geli tardivi, dei fulmini, degli incendi, delle morie di bestiame e di quant'altro potesse nuocere alla vita agro-pastorale dei tempi.
Fino al 1980, nell'oratorio si celebrava la S.Messa il 17 gennaio per la festività di Sant'Antonio, cui seguiva la benedizione degli animali e il 16 agosto per la festività di San Rocco.
Sant'Antonio Abate è il patriarca del monachesimo, famoso uomo di preghiera, celebrato lottatore contro i demoni, guaritore di infermi e direttore di anime.
Nacque intorno al 250 a Coma, in Egitto, sulla riva occidentale del Nilo. Alla morte dei genitori (270 ca) vendette le sostanze, collocò la sorella presso pie donne e distribuì ai poveri tutto quanto gli restava.
immagine ingrandita Pogno - Pala d'altare dell'oratorio di Sant'Antonio (apre in nuova finestra) Si ritirò in un luogo vicino al suo villaggio per condurre vita eremitica tutta dedita al lavoro, alla preghiera e alla lettura delle Sacre Scritture, prima alle dipendenze di un sant'uomo, poi in completa solitudine.
Il demonio cominciò subito a tentarlo in diversi modi, ma Antonio gli resistette sottoponendosi a penitenze sempre più rigorose.
Antonio è l'iniziatore della vita anacoretica cioè della vita di solitari dimoranti nel medesimo luogo, ma non legati da regole. Morì il 17 gennaio del 356 in tarda età.
E uno dei santi più venerati del mondo cristiano, la sua popolarità fu dovuta probabilmente alla sua fama di guaritore dall' herpes zoster il cosiddetto fuoco di Sant'Antonio.
Risultando inefficaci tutti i rimedi i malati si recavano alla chiesa di Saint Antoine di Viennois in cui erano conservate le reliquie di Sant'Antonio, nacque così l'Ordine Ospedaliere degli Antoniani. Per assicurare la sussistenza dell'ospedale pare che i religiosi allevassero dei maiali che vagavano per le strade mantenuti dalla carità pubblica e che, per distinguersi, portavano al collo una campanella.
Probabilmente a questo si deve il fatto che sotto la protezione di Sant'Antonio furono posti i maiali e per estensione tutti gli animali domestici.
Il culto di san Rocco conobbe una diffusione straordinaria nell'Europa occidentale a partire dalla seconda metà del 1400. E legata al suo ruolo di protettore dalla peste, dalle malattie del bestiame e le catastrofi naturali. Di lui si hanno poche notizie, nacque a Montpellier in Francia verso la fine del 1300, rimasto orfano, vendette tutti i suoi beni a beneficio dei poveri e partì in pellegrinaggio per Roma.
Si fermò lungo il cammino per portare la sua assistenza ai malati di peste in un ospedale e cominciò ad operare delle guarigioni miracolose. Arrivò infine a Roma dove guarì un cardinale.
immagine ingrandita Oratorio di Sant'Antonio - Facciata (apre in nuova finestra) Dopo tre anni prese la via del ritorno per Rimini, Piacenza, Novara. A Piacenza fu a sua volta colpito dalla peste, fu raccolto e curato.
Allorché lasciò Piacenza si diresse verso nord ma fu arrestato ad Angera, sul lago Maggiore, da alcuni soldati perché sospettato di spionaggio e fu gettato in prigione dove morì 3 anni più tardi. Altri sostengono che riuscì a tornare in patria.
L'Oratorio di Sant'Antonio è posto sopra la strada comune quale intermedia tra detto Oratorio e la cassino degli eredi di Gio. Paolo Neri così recita l'inventario del 1700.
La cascina Neri era l'unica costruzione fuori dall'abitato, sulla strada della Cremosina. Era ubicata, lungo il viale poi detto sant'Antonio.
Per un certo tempo vi si svolse attività di concia delle pelli e produzione di cuoio.
E' fatto a volta, per un arco solo, con il choro voltato verso mezzogiorno, coperto a piode . L'edificio è ad arcata unica, lungo l'asse nord-sud.
Costruzione semplice con linee essenziali, slanciata in altezza, ha un portico chiuso, con quattro colonne di serizzo, un bei portale, contornato in pietra, con ai lati due finestrelle ogivali protette ferrate mentre le altre cinque finestre, una sulla facciata e le altre laterali, non lo sono data la considerevole altezza dal suolo.
Nel portico, cui negli anni '80 sono stati asportati gli antichi sedili in pietra, una lapide recante la data 16.08.1959 ricorda la famiglia di Paffoni fu Giuseppe benefattrice.
immagine ingrandita Oratorio di Sant'Antonio - Portone d'Ingresso (apre in nuova finestra) L'interno, come tutto l'Oratorio, è stato ultimamente restaurato e rimaneggiato tra il 1980 e il 1990, ma, anche precedentemente, fu soggetto a interventi straordinari tra i quali il rifacimento del pavimento.
Sulla parete sinistra, sono appesi due quadri. Il primo, di più modeste dimensioni, raffigura San Carlo Borromeo.
Il secondo quadro, di grandi dimensioni e di più pregevole fattura, raffigura Gesù nell'atto di consegnare le chiavi a san Pietro, accanto al quale è raffigurato san Paolo.
Una mensola, sulla rientranza dove inizia il presbiterio, un tempo ospitava una statuetta in gesso raffigurante San Rocco. Ora regge un'immagine della Madonna.
Una balaustra a colonnette in marmo rosso delimita il presbiterio.
Vi è un sol altare con pietra sacra e sopra un ancona di stucco marmorizzato che racchiude la pala d'altare. Di grandi dimensioni, vi sono raffigurati la Beata Vergine Maria sulle nubi del cielo, circondata da angeli, sotto, ai lati, in piedi, a destra sant'Antonio e a sinistra san Rocco. Tra le figure dei Santi è raffigurato un paesaggio che dalla presunta identificazione di Castel Sant'Angelo si può indicare come quello di Roma, nell'angolo, a destra, in basso, la figura del committente.
Questo quadro racchiude il segreto dell'edificazione dell'oratorio.
Appare evidente che il quadro fosse destinato all'altare dell'oratorio e che il committente, che potrebbe essere identificato con uno dei tanti rappresentanti delle famiglie pognesi (Ottini, Ojetti, De Gregori ecc.) che alla fine del 1600 dimoravano e prosperavano a Roma, che, forse scampato a qualche epidemia, abbia voluto fare qualcosa di tangibile per la sua terra natta.
immagine ingrandita Oratorio di Sant'Antonio - Particolare portico (apre in nuova finestra) Nella parte inferiore dell'altare, un tondo con Madonna e Angeli su anime purganti.
Nel coro, sulla parete sinistra, un quadro con Madonna in trono e due santi oranti, nella parete destra si apre la porta della sacrestia realizzata verso il 1750. Sul tetto campaniletto in mattoni con una campanella.
Una statuetta di sant'Antonio da Padova è collocata su un'altra mensola, a destra, appena fuori il presbiterio.
Sulla parete destra è appeso un quadro che raffigura in atteggiamento di preghiera i due santi che portano il nome di Antonio: sant'Antonio Abate e sant'Antonio di Padova.
In fondo alla parete destra, in una nicchia con stucchi e mensola, un dipinto murale, molto rimaneggiato, raffigura una Madonna in trono incoronata da due angeli.
Nel 1761 è così descritto: ...vi è un altro altare, pochi anni or sono eretto all'antica imagine della SS. Vergine della Neve fatto ad istanza di molti divoti di questa S. immagine annessa alla stessa parete dell'oratorio, questo altare con sua incona è parimenti di stucco sopra del quale vi sono duoi angeli antichi adorati....
Sulla parete di fondo è stato collocato un quadretto ex voto, segno che i Santi operatori di miracoli (taumaturghi) hanno ascoltato le preghiere del popolo di Pogno.


Tratto da:
Giovanni Fonio - Pogno
Storia - Cronaca e Religiosità Popolare
Parrocchia di San Pietro Apostolo
Pogno - 1998

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