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L'Oratorio della SS.Trinità


II secondo oratorio di Berzonno è dedicato alla SS.ma Trinità, è di jus patronato dell'Ill.mo Sig.r Conte Carlo Rossi. La rendita per la di lui manutenzione non saprei individuarla, so bene che è governato con tutto il decoro.
Così il Parroco arciprete don Carlo Gaudenzio Bussi ne scriveva nella Relazione Parrocchiale del 1792.
Questo oratorio è parte integrante del complesso architettonico che costituiva la dimora del detto conte Carlo Rossi, oggi suddivisa tra le proprietà dei sigg. Toma e Lazzarini.
Destinato all'esclusivo uso dei signori della villa, ha la facciata prospiciente l'antico giardino antistante l'ingresso, lungo il vecchio percorso della Strada della Cremosina che da Berzonno portava a Gozzano, oggi via Salvo d'Acquisto.
Due gradini in granito danno accesso al portale rettangolare che sopra reca la scritta


D.U.T.
CAROLUS ANTONIUS ROSSI COMES BRIGHAE ANNO 1788


Sopra il portale, c'è una finestra quadrata, più in alto un'altra apertura con balconcino in granito e, sotto il tetto, una piccionaia di notevoli dimensioni. Sopra il tetto fuoriesce un supporto in muratura che regge una campanella.
L'interno, con l'aula a pianta quadrata, con soffitto a volta, pavimento in cotto, lavorato a stucchi e lesene con capitelli corinzi, riceve luce anche da una finestra che si apre nella lunetta verso mezzogiorno. Nella parete opposta è incavato un confessionale di legno.
Il presbiterio, a forma rettangolare, leggermente più stretto dell'aula, è separato da una balaustra di marmo nero con colonnine di marmo rosso, che è completata da un cancelletto di ferro battuto. Sulle pareti, ai limiti della balaustra, due putti lignei dorati reggono due candelabri.
L'altare, impreziosito da stucchi, è sovrastato da una pala rettangolare di buona fattura, che rappresenta la SS.Trinità: le figure di un maestoso vecchio con barba e fluenti capelli, raffigurante Dio Padre e di una colomba rappresentante lo Spirito Santo, affiancate da figure angeliche, dall'alto dei cieli guardano Gesù crocifìsso.
Ai lati dell'altare, due nicchie quadrate chiuse da antine dipinte a motivi floreali fungevano da reliquiari. La sacrestia si apre nella parete nord del presbiterio.
La particolarità più singolare dell'oratorio è costituita da due tribunette lignee, protette da grate pure di legno, situate in alto, ai lati del presbite- rio da dove i signori della villa assistevano alle celebrazioni religiose. Alle tribunette si accedeva direttamente dall'interno della casa e addirittura dalle camere padronali.
All'oratorio, costruito per uso privato, potevano accedere esclusivamente le persone di casa: signori e domestici e forse anche i contadini dipendenti delle masserie. I signori trovavano posto nelle tribune, mentre i dipendenti prendevano posto nell'aula dove potevano sedersi su semplici panchette di legno.
Alle funzioni religiose provvedeva il prete di casa, un sacerdote discrezionalmente assunto e retribuito per assicurare i servizi religiosi alla famiglia. I sacerdoti succedutisi nell'incarico, vivevano con la famiglia e alloggiavano nella camera posta sopra l'oratorio.


Tratto da:
Giovanni Fonio - Pogno
Storia - Cronaca e Religiosità Popolare
Parrocchia di San Pietro Apostolo
Pogno - 1998





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