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LA MADONNA DEL MOTTO


A metà della strada che dalla Parrocchia conduce a S. Colombano, o sia alla metà della Collina, in distanza del paese circa un quarto di miglio, trovasi l’Oratorio della B. V. sotto il titolo dell’Immacolata, comunemente detta del Motto, di figura ottangolare…coperta a coppi, con sua porta verso sera…Nei due lati della porta si trovano due finestre con due sarizzi postivi al di sotto che servono da ginocchiatori con sua ferrata…Vicino alla porta a cornu Epistulae si trova una croce di Porta Santa di marmo bianco coperta e difesa da piccol crata di ferro.
Così il parroco Gilardini, crica il 1840, descriveva l’esterno dell’Oratorio in un suo inventario.
Questa Cappella deve credersi incominciata nel 1606 dal Nobile Signor Antonio Brusati che fece porre sopra la porta lo stemma della famiglia, oggi scomparso, accanto alla dedicazione Deiparae Virgini…
Morto il fondatore prima di concludere l’opera ecco il 30 maggio 1617 gli ordini di Visita del Card. Taverna in cui si esortano gli eredi a portare a compimento l’opera e nel frattempo si provveda in qualche modo alle finestre perché gli uccelli non entrino ad imbrattarlo e a guastare le figure che vi sono.
Erede dell’Antonio Brusati sembra sia stato un certo Francesco Lopez miles Hispanus cui succedettero certi De Cordova.
Il 25 giugno 1626 ecco altri ordini dopo una successiva Visita del vescovo: …che si provveda per l’ornamento dell’Altare e per il pavimento e altre cose necessarie che occorrono per la riverenza del luogo e frattanto si tenga sempre serrato a chiave.
L’8 dicembre 1667 il parroco Alberganti scrive di aver celebrato una messa solenne con la partecipazione della Congregazione e di aver benedetto l’immagine della Beata Vergine Maria solennemente portata al suo Oratorio. In un Inventario del 14 ottobre 1675 lo stesso Alberganti dice che la Cappella è stata coperta a coppi e rimodernata al mio tempo dal fu sig. Martino de Cordova Governatore di Tortona…Di fori del muro d’essa Cappella sotto ferrata vi è una pietra con crocetta intagliata di Porta Santa di Roma et dicesi che il sig. Giò Antonio Brusati fece fabbricare detta Cappella a posta per mettervi alla porta questa gran Reliquia. Era stata portata via dai Sig.ri Brusati (l’avevano portata a Ghemme dove probabilmente si erano trasferiti) e io l’ho recuperata e ivi processionalmente riposta e per maggior sicurezza fatta coprire con spessa ferrata…essendo questa Reliquia preciosa et si guadagna indulgenza a toccarla con divotione.
La Cappella era dunque già stata rimodernata dal suddetto Martino de Cordova prima dell’anno 1667, quando vi fu posto il quadro che ben si pensa essere allora giustamente chiamato bello, mentre ora è molto guastato dall’umidità
(lo stesso male che ancor oggi affligge l’edificio).
Conclude l’Alberganti:
Di questa (cappella) pare che habbiano padronanza li Brusati, sebbene adesso hanno venduto le sue ragioni al Comune ed ancora nel 1695: volendo il sig. Louis Ant. la padronanza, avendo venduto le sue ragioni alla Comunità di Briga.
Il penitenziere Scardini, alla cui Memorie si deve la conservazione delle notizie sopraesposte, ricorda che, avendo prodotto l’Ill.ma Sig.ra Donna Giuseppa Perea Marioni, lasciata vedova dal fu Sig.r Antonio Maria Gozzani ( i Gozzani di Brolo avevano acquistato i beni già dei Brusati e risiedevano a Briga almeno per una parte dell’anno; Donna Giuseppa, nobile milanese, morì a Briga a 84 anni il 24 settembre 1823. I Gozzani cedettero poi le loro proprietà brighesi ai Del Carretto, i marchesi) un istrumento di acquisto dei beni dei successori del sig.r Giò Ant. Brusati, fondatore di questa cappella, strumento nel quale viene ceduta anche la ragione sopra la medesima …non opponendosi le suddette Memorie, secondo cui i Brusati o altri abbiano vendute le loro ragioni al Comune, fece con la stessa un accordo, senza alcuna scrittura ufficiale, secondo il quale rimane obbligata non solo al mantenimento decente di detto Oratorio, ma anche a corrispondere al Parroco e al Cappellano pro tempore la solita Elemosina per la predetta funzione nel giorno della festa.
Oggi l’Oratorio è ancora proprietà privata, pur essendo un bene comune come parte del paesaggio di Briga. In una visione un poco immaginifica potrebbe la Madonna del Motto essere la pupilla tra le ciglia delle chiese di Briga: le ciglia superiori segnate dalle Cappelle delle colline sino a S. Tommaso, le ciglia inferiori rappresentate dalle quattro chiese in paese sino a congiungersi ancora a S. Tommaso. Una pupilla oggi piuttosto spenta, viste le condizioni assai precarie della costruzione (nonostante gli interventi del comune alla fine degli anni ottanta) al cui interno sono scomparsi ormai alcuni affreschi mentre quelli ancora visibili sono in rapido deterioramento; sulle pareti laterali rimangono soltanto le parti superiori degli affreschi di S. Martino e di S. Antonio da Padova mentre appaiono ancora sufficientemente conservati gli affreschi della cupoletta che, negli otto spicchi, rappresentano degli angeli musicanti posti ognuno sopra una nuvoletta e con uno strumento musicale diverso. Questi angeli, secondo Laura Chironi che ha effettuato uno studio sulla cappella per incarico del comune nel 1987, hanno qualche affinità con quelli della III cappella del Sacro Monte di Orta, dipinti dal Rocca Martinolio, discepolo del Morazzone nel seicento inoltrato. Anche i Santi delle pareti, secondo la studiosa, potrebbro riferirsi a quelli del Martinolio o di un suo collaboratore nelle cappelle VIII e IX del Sacro Monte. Alla base di ogni spicchio c’è una lunetta dove sono raffigurati dei profeti o comunque dei personaggi biblici che sostengono dei cartigli. Rimangono anche gli stucchi sebbene in condizioni piuttosto precarie.
Ma come si presentava l’interno della Cappella secondo l’inventario del parroco Gilardini con cui abbiamo aperte queste note?
S’entra in detta Cappella mediante due gradini di sarizzo e si vede la chiesa fatta a guglia tutta pittura al di sopra con varia figure d’Angeli che menano festa, al di sotto dei quali altre figure, credo siano Profeti. Nei angoli tutti si trovano altri quadri dipinti sul muro con cornici a stucco e con alcune teste, cioè al lato a cornu Epistulae S. Antonio Padovano. Dopo questo sul lato che segue quello di S. Giovanni Evangelista.
Nei lati a cornu Evangelii nel s.o. dopo quello della finestra un ritratto a cavallo, che credesi del fondatore, ( invece è il S. Martino) e in quello che segue quello della Sacra Famiglia (invece si tratta di S.Anna e di S. Gioacchino con Maria bambina). Di fronte alla porta trovasi l’altare di calce coperto a legno in stato mediocre con sua bordella di legno e gradino di serizzo che gira tutto all’intorno dell’altare con pietra santa con sua tela incerata… col suo palio pitturato sul muro. Sopra della mensa ha un gradino di legno pitturato e sopra questo la sua ancona di calce con pittura e ornata a stucco…in mezzo alla quale un quadro della Beata Vergine Immacolata col Bambino…Il tutto in buono stato (per questa tela sopra l’altare si veda quanto già detto dall’Alberganti; è però voce diffusa che l’ultimo quadro della Madonna, poi sparito, sia stato opera di una Marchesa Del Carretto, la famiglia che era succeduta ai Gozzani nella proprietà della Cappella).
Inoltre vi erano un tavolo di noce con sue gambe decorate, scranni antichi con suo scenale coperti di pelle piuttosto logori, genocchiatori che servono come di balaustra…

E’ dunque urgente che la comunità di Briga si faccia carico della conservazione e del restauro di un monumento che da quattrocento anni è parte del suo paesaggio e della sua vita. Infatti, i vecchi brighesi, recandosi nelle loro vigne che un tempo ricoprivano le colline, erano soliti farsi il segno della croce alla reliquia della Porta Santa, infissa accanto alla porta della cappella e protetta dall’ inferriata accarezzata e lisa dalle dita devote.




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